Gin: tutto quello che devi sapere sul Cuore di Ginepro. Storia, produzione e il nostro Gin delle Langhe.

Amato, riverito, sempre sulla cresta dell’onda: il Gin è una bevanda alcolica che deve il proprio nome alle bacche di ginepro utilizzate per la sua produzione. Scopri di più nel nostro approfondimento.

Tu chiamalo se vuoi Cuore di Ginepro: il Gin è un liquore leggendario, le cui origini antiche hanno radici nel Medioevo. Se hai sempre voluto saperne di più sui segreti di produzione sei nel posto giusto: vediamo insieme qualche cenno storico, come si produce e che cosa rappresenta il Gin per noi oggi.

Cuore di Ginepro: storia del Gin

Com’è nato

Come si produce il Gin: la storiaLe prime testimonianze della bevanda alcolica ritenuta progenitrice del moderno Gin sono medievali; fanno riferimento a un liquore preparato principalmente in Belgio e Olanda, ottenuto attraverso la distillazione di malto e frumento con successiva infusione di bacche di ginepro. Proprio il termine “ginepro” (in olandese le bacche di questo arbusto si chiamano jeneverbes) dà nome al Jenever, padre spirituale del Gin.

Sai perché questa bevanda alcolica era aromatizzata al Ginepro? Per le proprietà medicamentose di questa specie. Si riteneva infatti che potesse curare disturbi quali la gotta e la dispepsia (sensazione di fastidio o vero e proprio dolore alla parte alta dell’addome).

Oltre all’effetto curativo, il ginepro era fondamentale per oscurare alcuni difetti del liquore, causati da tecniche di distillazione approssimative e imperfette.

Quando è nato l’autentico Gin, quello che conosciamo oggi? Se dobbiamo indicare un periodo storico preciso, dobbiamo risalire al XVI secolo e a una figura chiave nell’evoluzione del nostro liquore: Guglielmo III d’Orange.

Il condottiero olandese occupò i troni scozzese e inglese (insieme alla consorte Mary) e favorì attraverso la promulgazione di statuti speciali la distillazione di bevande alcoliche.

Presto i volumi di Genever prodotto superarono quelli della birra, e le distillerie locali iniziarono a cambiare la bevanda con versioni più personali. Il Genever divenne Gin, nome più semplice e… british!

Il coraggio olandese e la transizione verso la modernità

Durante la Guerra dei Trent’anni le truppe impegnate nelle Low Countries erano soliti bere Genever caldo prima di lanciarsi in battaglia. Chiamavano questa bevanda Coraggio Olandese. Non solo: i soldati di stanza nelle colonie inglesi usavano il Gin per mascherare il sapore amaro del chinino assunto come antimalarico. Idea che nel tempo si è trasformata in uno cocktail notissimo: l’amaro del chinino era coperto dal sapore del liquore, amaro che caratterizza anche l’acqua tonica… E il Gin Tonic è servito!

Incentivi di produzione di secoli fa, diffusione capillare del prodotto ben oltre la Manica, versatilità del Gin nella Mixology: un insieme di caratteristiche che hanno permesso a questo liquore di guadagnare un posto di rilievo nella Hall of Fame degli Spirits a livello mondiale.

Come si fa il Gin?

Il processo di produzione prevede che l’alcol neutro, ottenuto dalla distillazione di cereali, entri in contatto con una selezione di botaniche e ne erediti il gusto e lo spettro aromatico.

Ci sono principalmente 4 tecniche di produzione:

  • Infusione / Macerazione

Le botaniche vengono aggiunte all’alcol per macerazione (processo a freddo) o in infusione (processo caldo). Il grado di intensità che si desidera ottenere dipende dai tempi di infusione o macerazione. In linea di massima, per sapori più delicati si protraggono i tempi e si mantiene l’alcol a basse temperature. Per un risultato più deciso si alza la temperatura dell’alcol neutro e si diminuiscono i tempi di macerazione.

  • Distillazione a freddo

Il principio che guida questo metodo è il seguente: minore la pressione, più bassa la temperatura per arrivare alla distillazione. È la scelta ideale se si utilizzano botaniche delicate, che potrebbero essere compromesse da una temperatura più alta.

  • A vapore

Questo metodo prevede l’utilizzo del vapore per tenere separati alcol neutro e botaniche. Non c’è contatto diretto, ma il vapore attraversa gli aromi (avvolti in tasche di cotone o filtri) direttamente attraverso l’alambicco. Il vapore arricchito dalle botaniche aromatizza in modo delicato il liquore.

  • Blending

Se il distillatore sceglie il processo del Blending procede con l’infusione e la distillazione di ogni singola botanica, per preservarne il più possibile profumi e note aromatiche. Quando i singoli distillati aromatizzati sono pronti, si procede con la creazione di un blend che unisca in proporzione variabile i distillati ottenuti per conferire il sapore che si desidera al Gin.

Principali tipologie di Gin

Veniamo alle principali tipologie di Gin presenti sul mercato. Si tratta di stili diversi tra loro, frutto della creatività dei distillatori e di una costante ricerca. La classificazione ufficiale del Gin prevista dall’Unione Europea prevede tre stili principali.

Come si produce il Gin: la storia

London Dry Gin

Lo stile più noto e diffuso: anche il nostro Elena Gin è un London Dry (in Langa Style!). Si tratta di un distillato fresco, secco e asciutto. L’aroma predominante è il ginepro, botanica regina di questa tipologia di Spirit, aggiunta per macerazione o infusione. Il disciplinare prevede che venga prodotto con alambicchi tradizionali e che al termine del processo di distillazione non vengano aggiunti aromi ulteriori (naturali o chimici).

Gin

Per avere un gin a regola d’arte (secondo le norme presenti in Unione Europea) è necessario avere una base alcolica di origine agricola, con una gradazione alcolica di minimo 96 gradi. È permessa l’aggiunta di botaniche naturali e il Gin a fine processo di produzione deve avere una gradazione superiore a 37,5 gradi.

Gin distillato

La definizione Gin distillato designa un Gin che subisce una seconda distillazione immediatamente dopo l’aggiunta di botaniche. La gradazione alcolica finale dovrà essere uguale o superiore a 37,5°.

Spiriti aromatizzati al ginepro

Uno spirito aromatizzato al ginepro differisce dal Gin per alcune caratteristiche chiave. Si tratta di Spirits ottenuti aromatizzando alcol etilico di origine agricola, acquavite di cereali o distillato di cereali con bacche di ginepro. Se i tre Gin visti in precedenza per disciplinare prevedono che il ginepro utilizzato sia Juniperus Communis, gli Spiriti aromatizzati possono essere prodotti con Juniperus Oxicedrus.

Gin delle Langhe: Elena Gin

Per il nostro Gin abbiamo scelto di abbracciare il London Dry come stile. Certo, ci siamo concessi un tocco piemontese, anzi, un pizzico di profumi di Langa. Le piante spontanee alpine, raccolte a mano, provengono dall’Alta Langa e dalle Alpi Piemontesi.

Un viaggio tra la nostra regione e la vicina Liguria, unite storicamente dalla Via del Sale.

Lo produciamo in Small Batch (piccole quantità di Spirit gestite separatamente e poi miscelate per ottenere il preciso profilo aromatico che ricerchiamo), con un un alambicco a bagnomaria di inizio novecento a camicia di vapore.
È un Gin One Shot, distillato un’unica volta.

Hai mai assaggiato il nostro London Dry in Langa Style? Mettilo alla prova e facci sapere che cosa ne pensi: condividi una foto del tuo cocktail su Instagram e tagga la nostra pagina ufficiale @elenaspirits.